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[21-10-2010]
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[27-09-2010]
Presa Diretta del 26/09/2010

Il 26/09 è andata in onda la puntata di Presa Diretta al cui interno un'ampia sezione è stata dedicata alla vicenda CAI.

 

Dal servizio emerge in modo chiaro ed incontrovertibile che la CAI ha deciso di non applicare la normativa di legge sull'esonero dal lavoro notturno (D.Lgs. 151/2001, art. 53), costringendo le mamme ad allontanarsi di casa per 4 o 5 giorni consecutivi, abbandonando - di fatto - i propri figli.

Stessa sorte per coloro i quali si trovino di accudire un soggetto disabile ai sensi della legge 104. Anche per costoro la legge prevede che la notte possano rimanere a fianco dei loro cari più bisognosi per prendersene cura, ma anche in questo caso la CAI non applica la legge.

Ma come può CAI non applicare la legge, e non pagarne le conseguenze?

Da una parte se lo può permettere perché è forte dell'appoggio del Governo. Imbarazzante, in questo senso, la risposta della Consigliera di Parità  Nazionale (organo che, tra l'altro, dovrebbe essere svincolato dal Governo, facendosi arbitro super partes) Alessandra Servidori, la quale parla di non meglio specificati privilegi (è la legge, Consigliera! Quella che dovrebbe essere uguale per tutti...). E ancora, il Ministero del Lavoro ha emanato una nota in cui afferma che questa legge non si applica ai naviganti delle compagnie aeree. Ovviamente le motivazioni sono strampalate ed inconsistenti (come certificato da diverse sentenze di Tribunale), ma tant'è... CAI chiama, Governo risponde.

Dall'altra parte, come ben evidenziato dal servizio andato in onda, CAI ha presentato all'atto dell'assunzione un contratto con una clausola vessatoria (chi non firmava rimaneva a casa, senza alcun ammortizzatore sociale) nella quale chiedeva dirinunciare a priori ai benefici della legge.
La clausola era ambigua e scritta in modo da non destare sospetti, ma anche chi li avesse avuti non avrebbe avuto tempo e modo di fugarli, o - come accaduto - avvalorarli. Soprattutto non avrebbe avuto modo. I sindacalisti firmatari (confederali), difatti, erano assenti, e coloro i quali rispondevano al telefono asserivano che era tutto a posto, si poteva stare tranquille. Loro, in realtà, quella clausola la conoscevano bene, avendola avallata pochi giorni prima che venisse proposta ai lavoratori. Allora ci sono solo due possibilità: o nessun sindacalista aveva capito cosa significasse quella clausola - francamente poco credibile - oppure i sindacati erano collusi e conniventi.

Ecco spiegato come è possibile che CAI non applichi la legge, e lo faccia impunitamente: un intreccio di scambi di favori, di ciniche convenienze, di trame politiche, di prove di forza.

Sulla pelle dei nostri bambini, sulla pelle dei nostri disabili.

 

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